©Vita Nostra 2001, anno 41, n. 09, venerdì 2 marzo 2001, p. 5.
Il 9 marzo gli ebrei celebrano la festa di Purim, con l'eccezione degli ebrei
di Gerusalemme, che, essendo la città cinta di mura, la celebreranno il 10
marzo. Nel calendario ebraico, si tratta del 14-15 di Adar dell'anno 5761.
Secondo il libro di Ester (9,20-28), la festa fu istituita da Mardocheo per
celebrare la liberazionedei giudei dal complotto di Haman., generale del re
Assuero. Il nome di Purim deriva dal termine antico accadico puru, che
significa "sorte" (cf Est 9,26), in seguito al fatto che Haman
aveva gettato le sorti per decidere il mese in cui i giudei dovevano essere
sterminati. La sorte era caduta sul tredici del "decimosecondo mese, chiamato Adàr"
(Est 3,7). I giudei di Susa celebrarono la loro liberazione il 15 di Adar (Est
9,18), e questo giorno divenne noto come "Purim di Susa". Per riguardo
a Gerusalemme, tale data è ancora rispettata dai giudei che vivono in una
città cinta di mura. Così quest'anno in Israele la festa di Purim sarà il 9
marzo a Tel Aviv e il 10 marzo a Gerusalemme. Al tempo degli Asmonei, la festa
era conosciuta come "il giorno di Mardocheo" (2 Maccabei 15,36).
Queste sono le origini così come le racconta il libro di Ester. Non mancano però i motivi per cercare altre spiegazioni. Infatti, nelle fonti persiane non si conosce nessun re Assuero, né un re che sia stato sposato con una donna giudea; i nomi di Mardocheo e di Ester si assomigliano troppo ai nomi di due divinità babilonesi, Marduk e Ishtar, per non destare sospetti; nelle fonti giudaiche non si fa nessuna menzione di Purim fino al primo secolo a.C.; infine, il inguaggio stesso del libro di Ester è tardivo. Varie soluzioni sono state proposte, ma nessuna è per ora risultata convincente. In ogni caso, nel II sec. della nostra era la festa è ormai stabile e regolata da un intero trattato della Mishnah completamente dedicato ad essa e denomianto appunto Meghillah.
La caratteristica principale di Purim è la lettura del libro di Ester, con modalità particolari. Il "rotolo" (meghillah) di Ester ha già nello scritto delle particolarità specifiche. Esso è sovente arricchito di decorazioni ornamentali o descrittive delle scene raccontate. Il termine "re" (ham-melekh) vi ha una considerazione speciale: quando è usato in modo assoluto, quando cioè non è abbinato al nome di Assuero, esso, secondo un'interpretazione rabbinica, designa il re dell'universo, e per questo alcuni manoscritti sono organizzati in modo tale da far cominciare ogni colonna con le parole "il re". È consuetudine "srotolare" la meghillah (rotolo) subito prima della lettura, poiché il libro di Ester dice che Mardocheo inviò un "lettera" (Est 9,26.29). I cosiddetti quattro versetti della "liberazione" (Est 2,5; 8,15-16; 10,3) sono letti con un tono più alto. La tradizione che i bambini facciano un gran baccano con vari strumenti (raganelle e simili) ogni volta che il lettore sta per leggere il nome del nemico Haman, è antica ed è ancora mantenuta, nonostante alcuni rabbini la giudichino indecorosa. In tal modo, si evita che si senta il nome di Amman, e così si "cancella la memoria di Amalek', secondo le parole di Dt 25,19, poiché Haman è in qualche modo presentato come un discendente di Amalek (cf Est 3,1; 1Sam 15,8-9), e del resto la lettura della Torah abbinata al rotolo di Ester è quella di Esodo 17,8-16, che racconta il combattimento contro Amalek. È ancora consuetudine leggere i nomi dei dieci figli di Haman (Est 9,7-9) con un unico respiro, per mostrare che essi furono uccisi simultaneamente. Questa usanza viene anche spiegata con il rifiuto da parte dei giudei di provare soddisfazione per la sconfitta dei nemici.
Il libro di Ester parla di mandare delle "porzioni"
(mishloach manot, abbreviato in shelakhmones) agli amici
e dei doni ai poveri (Est 9,22). La regola è di mandare almeno due
porzioni di cibo agli amici e un'offerta in denaro ad almeno due poveri. Un
pasto speciale viene consumato nel pomeriggio, verso l'imbrunire. Tra le
specialità di Purim sono i fagioli bolliti e i piselli, in ricordo dei cereali
mangiati da Daniele nel palazzo del re per evitare di trasgredire le
prescrizioni alimentari giudaiche, e delle torte a tre punte conosciute come hamantashen
(orecchie di Haman).
Si è discusso molto sul significato di un detto del rabbino babilonese Rava (Meg
7b), secondo cui un uomo nel giorno di Purim è obbligato a bere tanto da
diventare incapace di accorgersi se sta maledicendo Haman o benedicendo
Mardocheo. Alcuni più puritani hanno tentato di far dimenticare questo detto,
ma di fatto la consuetudine di bere era ben vista a Purim e rabbini in genere
molto sobri prendono tuttavia alla lettera il detto di Rava. Diverse parodie di
letteratura sacra sono state prodotte per Purim, la più conosciuta delle quali
è Massekhet Purim, un abile parodia del Talmud, il cui tema
principale è l'obbligo di bere vino e di astenersi assolutamente dall'acqua. In
molte comunità divenne normale l'istituzione del "rabbi di Purim",
una specie di "maestro della sregolatezza", che recita la "torah
di Purim", una specie di parodia di testi sacri. In tutto questo , alcuni
hanno visto un tentativo annuale di trovare sollievopsicologico da ciò che
altrimenti poteva essere visto come un peso insopportabile di fedeltà alla
Torah.
Sotto l'influenza del carnevale italiano, si creò la tradizione a Purim di vestirsi con vestiti fantasiosi, fino a permettere agli uomini di vestirsi da donna e alle donne di vestirsi da uomini. A Tel Aviv, il carnevale Adloyada è diventato un'attrattiva importante fra le tradizioni di Purim nel moderno Israele.
Nella letteratura cabbalistica e hassidica Purim è soprattutto un giorno di amicizia e di gioia, un giorno in cui si celebra l'azione "dietro le quinte" di Dio, mentre la festa di Pasqua ne celebra l'intervento diretto (Dio non è mai nominato nel libro di Ester). Le "sorti"di Purim sono paragonate alla "sorti"gettate nel Giorno dell'Espiazione (Lv 16,8), poiché ciò che gli uomini chiamano "destino" o "fortuna" è per queste correnti mistiche giudaiche solo un'altra manifestazione della cura provvidenziale di Dio. Il giorno di Purim è tanto stimato dai cabbalisti che essi, nel mome di Isaac Luria, tramandano il detto che il Giorno dell'Espiazione è "come Purim".
Mentre alcune correnti riformate hanno abolito la festa di Purim, altre continuano a celebrarla come un giorno di incoraggiamento e di speranza, suggerendo anche che questa festa ha aiutato gli ebrei ad esprimere le loro emozioni di aggressività e a sublimare i loro desideri di vendetta e di rivincita.
I Samaritani non celebrano la festa di Purim, e nemmeno quella di Hanukkah,
poiché queste feste non sono menzionate nel Pentateuco e sono state introdotte
dopo la loro separazione dai giudei.
Bibliografia:
- Louis Jacobs, voce "Purim" in Encycolpeduia
Judaica, CD-Rom Edition 1997, Judaica Multimedia (Israel); Text Copyright :
Keter Publishing House Ltd.
- Religious Life in Israel. Religious Life and Communities, Keter Books,
Jerusalem 1974 .
- http://info.jpost.com/2000/Supplements/Purim/howtopurim.html
(in inglese)
- http://www.shalom.it/ (provare una ricerca
sulla parola "purim")
- Aspetti femministi della meghillath ester
(articolo che tratta del libro di Ester in rapporto alla problematica femminista
attuale, da un punto di vista ebraico)
Riquadro: Testi dei versetti letti a voce più alta:
2,5 Ora nella cittadella di Susa c'era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di un Beniaminita...
8,15-16 15 Mardocheo si allontanò dal re con una veste reale di porpora viola e di lino bianco, con una grande corona d'oro e un manto di bisso e di porpora rossa; la città di Susa gridava di gioia ed era in festa. 16 Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza, onore.
10,3 3 Infatti il giudeo Mardocheo era il secondo dopo il re Assuero: grande fra i Giudei e amato dalla moltitudine dei suoi fratelli, cercava il bene del suo popolo e parlava in favore della prosperità di tutta la sua stirpe.