Il vangelo di Giovanni, ogni volta che nomina Tommaso, aggiunge sempre l'espressione
"detto Didimo", cioè dice il termine greco corrispondente al
significato del nome Tommaso in ebraico.
Evidentemente, qualche motivo ci sarà.
Ora, se ci si limita a tradurre "detto Didimo", evidentemente lo scopo
del testo di indicare il significato di "gemello" viene del tutto
trascurato e perso.
Ora, se in italiano sembra che basti usare la parola "gemello", un certo problema si pone per il sardo, dove "gemellu" è si usato (ad es. dalla traduzione del Vargiu su LDC-ABU), ma evidentemente si tratta di un italianismo recente, che forse in un testo scritto o in una traduzione biblica attenta si potrebbe anche evitare.
Come allora tradurre l'espressione "Tommaso, detto Didimo"?
In ebraico:
il sostantivo (esistente anche al femm.) viene usato per :
esseri umani: Gen 25,24; 38,27
animali: Ct 4,5; 7,4
cose: Es 26,24 36,29
nome proprio: Gv 11,16; 20,24; 21,2
il verbo t'm (denominativo) viene usato per dire "essere raddoppiato, corrispondente";
Allo Hiqtil. : in Ct 4,2; 6,6