©Vita Nostra 2000, anno 40, n. 42, domenica 26 novembre 2000, p. 5
Nel numero del 26 novembre non viene pubblicata nessuna traduzione. Si mette il
commento per la festa dellImmacolata, un riquadro di introduzione allanno
C (ripetuto dal numero precedente), e la seconda parte di Che cosa sappiamo
dellevangelista Luca, da Tertulliano ai prologhi evangelici antichi (ex
antimarcioniti), che riportiamo di seguito.
Nellanno liturgico che sta per cominciare, le letture evangeliche saranno in genere tolte dal vangelo di Luca. Di tanto in tanto, in queste letture domenicali, oltre ai commenti evangelici di tipo omiletico, offriremo anche qualche sussidio per favorire una visione dinsieme del vangelo e uninformazione più ragionata dei problemi storici e di interpretazione che riguardano lopera lucana (Vangelo e Atti degli Apostoli).
Tertulliano (c. 150-225), scrivendo nel 207-208 il trattato Contro Marcione, attacca
il rifiuto degli altri tre vangeli da parte di Marcione e la sua abbreviazione
del vangelo di Luca. Tertulliano insiste sulla successione del Signore, gli
apostoli (Matteo e Giovanni, e più tardi Paolo), e quelli che seguirono gli
Apostoli (Marco e Luca). Egli dice: Fra gli Apostoli, dunque, Giovanni e
Matteo per primi ci istillarono la fede; fra gli uomini apostolici, Luca e Marco
in seguito la rinnovarono... Luca tuttavia non era un apostolo, ma solo un uomo
apostolico; non un maestro, ma un discepolo... (4.2). Tuttavia,
Tertulliano afferma lautorità del vangelo di Luca e difende la credibilità
della sua trasmissione anteriore agli emendamenti proposti da Marcione. Marcione
doveva averlo avuto nella sua forma originale, dal momento che pretende che esso
abbia subito aggiunte da parte dei difensori del giudaismo (4.4).
Il vangelo di Luca, afferma Tertulliano, aveva una base solida fin dalla
sua pubblicazione... Poiché perfino la forma del vangelo di Luca viene fatta
risalire a Paolo e anche il vangelo di Luca ci è giunto in modo
altrettanto integro [quanto gli altri vangeli] fino al trattamento sacrilego di
Marcione(4.5). Tertulliano, in breve, attesta lautorità goduta dal
vangelo di Luca e laffidabilità della sua forma originale, rifiutando la
forma abbreviata di Marcione.
Canone di
Muratori. La data del Canone di Muratori, che ci è giunto in un manoscritto
dellottavo secolo, è dibattuta. Al posto di una prima datazione che lo
collocava a Roma nel 200 d.C., guadagna consensi una datazione che lo colloca
invece in oriente, o in Siria o in Palestina, nel 400 d.C. Se così fosse, esso lascerebbe il posto
di lista più antica dei libri del Nuovo Testamento alla lista riportata da
Eusebio nella sua Storia Ecclesiastica (3.25), e sarebbe da leggere in
dipendenza da questa. Lintroduzione a Luca nel Canone muratoriano afferma:
Il terzo vangelo è quello secondo Luca. Questo medico Luca, dopo
lascensione di Gesù, poiché Paolo lo aveva preso con sé come uno esperto
nella via (dellinsegnamento), lo compose a suo nome e secondo il suo
insegnamento. Tuttavia, egli non vide personalmente il Signore nella carne; e
perciò, nella misura in cui fu capace di accertare, egli comincia a raccontare
la storia dalla nascita di Giovanni. Come si vede, anche il Canone
muratoriano ci trasmette fondamentalmente quanto già attestato negli scritti
citati del Nuovo Testamento.
I
prologhi evangelici antichi. Si
tratta di premesse ai tre vangeli di Marco, Luca e Giovanni, che un tempo si
pensavano scritti contro Marcione, ma che oggi vengono trattati come documenti
autonomi e anche indipendenti fra di loro, e datati in genere nella seconda metà
del quarto secolo. La prima parte del prologo al terzo vangelo dice: Luca
è un siriano di Antiochia, un medico per professione, che era un discepolo
degli apostoli, e poi seguì Paolo fino al suo martirio. Egli servì il Signore,
senza distrazione, non sposato, senza figli, e morì alletà di 84 anni in
Boezia, pieno di Spirito Santo. La seconda parte aggiunge che egli
scrisse il vangelo nelle regioni della Acaia. Nello stesso tempo
che tali dettagli biografici sono credibili, bisogna però anche dire che essi
sono senza ulteriori prove, lasciandoci nella difficoltà di stabilire quale
valore essi abbiano in realtà.
Conclusione. In conclusione, si può dire che fin dalla seconda metà del secondo secolo la tradizione di Luca come autore del terzo vangelo è universalmente accettata. Tuttavia, la maggior parte di ciò che di Luca sappiamo deriva dal Nuovo Testamento stesso. A partire dal terzo secolo, appaiono dei dettagli aggiunti sia sulla biografia di Luca sia sulla composizione del suo vangelo, ma questi dati non possono essere corroborati da altre fonti. In considerazione di questa via documentale senza uscita, non resta agli studiosi che tentare di ricostruire la figura dellautore del terzo vangelo a partire da ciò che può essere dedotto dal suo stesso scritto e dalle sue relazioni con gli altri vangeli.
Antonio Pinna