©Vita Nostra
2001, anno 41, n. 01, domenica 7 gennaio 2001, p. 5
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Non si pubblica in questa data nessuna traduzione in sardo.
- Seconda puntata sui vangeli dellinfanzia
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di Antonio Pinna
I
vangeli di Matteo, Luca e Giovanni si differenziano tutti e tre dal vangelo di
Marco per il fatto che introducono il racconto del ministero di Gesù con una
premessa che riguarda o la sua infanzia o
la sua persona come Figlio di Dio. Queste introduzioni hanno uno scopo
cristologico. Mentre leggendo il solo vangelo di Marco uno potrebbe in teoria
far cominciare lidentità di Gesù come Figlio di Dio solo a partire dal
momento del Battesimo (adozionismo), il prologo di Giovanni e i racconti
dellinfanzia di Matteo e Luca mostrano lidentità divina di Gesù fin dal
suo concepimento nel seno di Maria ad opera dello Spirito e il prologo di
Giovanni lo identifica con il Verbo eterno operante fin dalla dalla creazione e
venuto ad abitare in mezzo agli uomini come Figlio unigenito del Padre.
Guardiamo
ora più da vicino i contenuti di questi racconti di Matteo e Luca.
Accordi.
Essi sono concordi nei seguenti punti. Tutti e due parlano di due momenti,
uno prima della nascita (Mt 1 e Lc 1) e uno dopo la nascita (Mt 2 e Lc 2). I
genitori di Gesù sono Gesù e Giuseppe, che sono legalmente fidanzati o
sposati, ma non sono ancora andati a vivere insieme né anno ancora avuto
relazioni matrimoniali. Giuseppe è di discendenza davidica. Cè un annunzio
angelico della prossima nascita del bambino. Il concepimento del bambino avviene
per opera dello Spirito e il suo nome di Gesù è dato secondo una direttiva
angelica. Al bambino sono assegnati i ruoli di Salvatore (Mt 1,21 e Lc 2,11) e
di Figlio di Dio (Mt 2,15 e Lc 1,35). La nascita ha luogo a Betlemme dopo che i
genitori sono andati a vivere insieme, e è messa in relazione con il regno di
Erode il Grande (Mt 2,1 e Lc 1,5). Sia in Matteo sia in Luca i racconti
terminano con la residenza di Gesù a Nazaret.
Disaccordi.
Matteo e Luca sono in disaccordo sui seguenti punti significativi. Nel cap.
1, riguardante il periodo prima della nascita, il racconto lucano di Giovanni
Battista, con lannunciazione dellangelo Gabriele a Zaccaria, la nascita,
il nome e la crescita, è del tutto
assente in Matteo. Secondo Matteo, la famiglia di Gesù vive a Betlemme nel
momento del concepimento e vi hanno una casa (Mt 2,11); in Luca, essi vivono a
Nazaret. In Matteo, la figura principale che riceve gli annunci è Giuseppe,
mentre in Luca è Maria. I racconti lucani della visita di Maria ad Elisabetta,
con i cantici del Magnificat e del Benedictus, sono assenti in Matteo. Al
momento dellannunciazione a Giuseppe, Maria appare già chiaramente incinta,
mentre lannunciazione avviene prima del concepimento in Luca. Nel cap. 2, i
racconti di base della nascita e di
dopo la nascita sono del tutto diversi, al punto che non è possibile metterli
insieme in modo verosimile.
Matteo
descrive la stella, i magi che vengono presso Erode a Gerusalemme e alla casa
della famiglia di Gesù a Betlemme, il complotto di Erode raggirato dai Magi, la
fuga in Egitto e larrivo a Nazaret per paura di Archelao. Luca descrive il
censimento, la nascita a Betlemme, la deposizione del bambino in una
mangiatoia, perché non cera posto per loro nella sala comune
(stesso termine usato per la sala dellultima cena; ma non parla di per sé di
nascita in una grotta o in una stalla), lannuncio degli angeli ai pastori, la
purificazione di Maria e la presentazione di Gesù al tempio, i ruoli di Simeone
e Anna, e il ritorno del tutto pacifico e senza paure a Nazaret.
Confronto
con il resto dei vangeli. Nessuna delle informazioni date nei due racconti
dellinfanzia riappare chiaramente nel seguito dei vangeli. In particolare, i
seguenti particolari appaiono solo nei racconti dellinfanzia. 1) Il
concepimento verginale di Gesù, anche se una minoranza di studiosi hanno
cercato di trovare delle allusioni a questo fatto in Gal 4,4 (dove manca un
riferimento al ruolo maschile) o in Mc 6,3 (Gesù vi è nominato come figlio di
Maria, non come figlio di Giuseppe) o ancora in Gv 1,13 (espresso in alcuni
manoscritti al singolare, riferito a Gesù, e non al plurale, riferito ai
credenti in genere). 2) la nascita di Gesù a Betlemme, anche se alcuni studiosi
vogliono vedervi unallusione in Gv 7,42, per ironia. 3) La conoscenza da
parte di Erode della nascita di Gesù e la presentazione di lui come re. A
rovescio, in Mt 14,1-1 Erode (Antipa, figlio di Erode) sembra che non sappia
niente di Gesù. 4) La notizia diffusa sulla nascita di Gesù, dal momento che
tutta Gerusalemme è turbata (Mt 2,3), e i bambini di Betlemme sono uccisi nella
ricerca di sopprimerlo . A rovescio, in Mt 13,54-55, nessuno sembra conoscere le
meravigliose origini diGesù. 5) Giovanni Battista era un parente di Gesù e lo
aveva riconosciuto già prima della nascita (Lc 1,41.44). Più tardi, invece,
Giovanni Battista sembra non avere nessuna conoscenza previa di Gesù ed è
piuttosto colto di sorpresa dal suo arrivo (Gv 1,33) e dal suo comportamento (Lc
7,19).
Confronto
con la storia. Nessuno degli avvenimenti che sono presentati come
pubblici nei racconti dellinfanzia trovano eco o attestazione nella
storia contemporanea. 1) Non cè nessun convincente avvenimento astronomico
identificabile con la stella dei Magi, che viene da oriente, scompare a
Gerusalemme ma riappare a Betlemme (la quale però è visibile da Gerusalemme!).
2) Anche se lo storico Giuseppe Flavio documenta ampiamente la crudeltà di
Erode il Grande, né lui né nessun altro ricorda un massacro di bambini a
Betlemme. Il detto proverbiale di Macrobio sovente citato sulla ferocia di Erode
verso i suoi figli (Sat. 2.4.11) non è applicabile al massacro di
Betlemme. 3) Un censimento universale dellimpero da parte di Augusto non è
mai avvenuto, anche se egli ha indetto tre censimenti di cittadini romani. Non
è improbabile che Lc 2,1 sia da prendere come una libera descrizione del
comportamento di Augusto. 4) Quirinio divenne governatore della Siria nel 6 d.C.
Limplicazione da parte di Luca che egli fosse governatore della Siria prima
della morte di Erode e che vi abbia condotto un censimento non risulta
confermato. 5) Anche se si tratta di un dato da situare su un altro piano,
lidea di Luca che tutti e due i genitori dovevano compiere la purificazione
(Lc 2,22) non è supportata da nessuna legge giudaica, da qui i tentativi di
alcuni copisti di correggere il testo lucano (sua invece di loro) per
indicare soltanto la purificazione di Maria.
Questi
sono i dati di fatto e la loro considerazione globale spiega la difficoltà che
essi pongono dal punto di vista storico. Qualche volta si opta per una maggiore
storicità del racconto di Luca rispetto a quello di Matteo, facendo leva sul
fatto che Luca afferma di aver fatto ricerche accurate su ogni circostanza
fin dagli inizi e di conoscere i resoconti trasmessi da coloro che furono
testimoni oculari fin dagli inizi(Lc 1,1-2), e identificando questi testimoni
con Maria (o addirittura i pastori). Tuttavia, tenendo conto di quanto Luca dice
nel libro degli Atti (cf 1,21-22) questi testimoni oculari sono piuttosto i
discepoli e apostoli che condivisero fin dallinizio il ministero pubblico di
Gesù. Non cè nessun testo del Nuovo Testamento o della letteratura
cristiana delle origini che accenni a Maria come fonte del materiale dei
racconti dellinfanzia, e per di più le incoerenze circa il censimento e la
purificazione porterebbero a
dedurre che il racconto di Luca non può essere giudicato globalmente più
storico di quello di Matteo.
Come
dunque leggere i racconti dellinfanzia dal punto di vista storico e dal punto
di vista teologico? Accenneremo a una risposta prossimamente.