© Vangelo di Giovanni 2001. Traduzione
in sardo campidanese, variante del Sarcidano isilese,
di Antioco e Paolo Ghiani.
Consulenza
esegetica di Antonio Pinna.
Proposta di traduzione di Paolo Ghiani con osservazioni di Antonio Pinna e di
Antioco Ghiani.
31 Candu duncas Giudas nci fut bessiu, Gesus narat: "Imoi est istetiu
glorificau su Fillu de s'omini |
(proposta Pinna-Ghiani) Candu duncas Giudas si ndi fut andau, Gesus si fut postu a nai: Immoi su Fillu
'e s'omini at a arriciri sa gloria sua, |
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E Gesus at sighiu a nai: Aici, imoi a bosatrus si dongiu unu pretzetu chi torrat a nou : a si bolli beni s'unu cun s'ateru. Comenti deu apu bófiu beni a bosatrus, aici bosatrus puru si depeis bòlliri beni s'unu cun s'atru. Insaras totus ant a isciri ca seis iscientis mius, candu ant a biri ca bosatrus si boleis beni s'unu cun s'atru. |
Premessa:
Le difficoltà di questa pagina sono varie, linguistiche e contestuali.
Tra le linguistiche: le espressioni : Figlio dell'uomo"
"glorificare"
Tra le contestuali: l'uso dei tempi, che sovrappongono tempo di
scrittura con tempo degli avvenimenti; la grande attenzione che come al solito
attira su di sé la menzione di Giuda all'inizio della frase: in realtà non è
"attraverso l'uscita" di Giuda che avviene l'azione di glorificare, ma
"attraverso di Gesù".
Gv 13,31 Fillu de s'omini :
una tra le espressioni più difficili da tradurre in modo da comunicare il senso
senza ricorrerere a note enciclopediche a pie' pagina.
Ci eravamo chiesti se tradurre senza l'articolo: "fill'e omini",
pensando di suggerire un più chiaro collegamento con l'umanità come tale, ma non pare in fin dei conti
che lo scopo si raggiunga.
Una parafrasi suggerita da Newman-Nida è : "colui che si è fatto
veramente uomo", in cui apparirebbe almeno indirettamente l'idea
dell'origine e dell'autorità divina di questa figura biblica. Sperimentare e
come un qualcosa di simile in sardo? O almeno indicare che Gesù sta parlando di
sé stesso?
Gv 13,31 glorificau : che
cosa vuol dire? Questo è il problema, anche qui. Cfr ad esempio NLT:
13:31 As soon as Judas left the room, Jesus said, "The time has come for
me, the Son of Man, to enter into my glory, and God will receive glory because
of all that happens to me.
13:32 And God will bring me into my glory very soon.
13:33 Dear children, how brief are these moments before I must go away and leave
you! Then, though you search for me, you cannot come to me-- just as I told the
Jewish leaders.
Gv 13,32 Giudeus : bisognerà decidere per il vangelo di Giovanni se specificare sempre "i capi dei Giudei".
Gv 13,34 Unu pretzetu nou
: siccome il comandamento non è affatto "nuovo" in sé stesso (è
il comandamento più importante della Bibbia Ebraica), non ci potrebbe essere un
modo per far capire che Gesù non sta inventando un nuovo comandamento, anche se
sta etrando-introducendo in un mondo nuovo? Tanto per evitare le solite
contrapposizioni tra Antico e Nuovo Testamento, cristiani ed ebrei...
In sardo c'è un modo di dire che suona più o meno "a nou", che
evidenzia cioè il senso letterale dell'espressione "di nuovo"
senza implicare che una ripetizione?
Gv 13,34 s'istimai : intanto penso che la distinzione tra "agapan" e "echein agapen" sia semplicemente sinonimica e quindi da adattare alla lingua. In secondo luogo, mi sembra che in sardo si dica tranquillamente "voler bene" per esprimere il senso di questo contesto. "Stimai" invece non mi pare che si usi in questo senso. Cf l'espressione: "si olliant bei coment'e fradis". Anche se si dice pure "ddu stimu coment'e un fradi".